Mercoledì, 30 Maggio 2018 23:20

Sorridono e cantano anche nelle difficoltà

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I tuoi cieli sembran prati, e le stelle tanti fior
Son bivacchi dei beati, stretti in cerchio al lor Signor
Quante stelle, quante stelle, dimmi Tu la mia qual è?
Non ambisco alla più bella, basta sia vicino a Te.

Quest'anno abbiamo avuto la fortuna di condividere con tutta la città racconti ed aspetti dello scoutismo per poter comunicare parte della proposta che da 30 anni è presente a Brugherio.

Abbiamo già condiviso in altre circostanze un articolo della Legge scout che recita "la guida e lo scout sorridono e cantano anche nelle difficoltà".
I fatti degli ultimi giorni, che hanno interessato il nostro fratello Pietro Allegra, ci hanno inevitabilmente turbato e rattristato e contemporaneamente ci aprono un nuova sfida: quella di continuare a testimoniare quanto riportato nella legge, in modo particolare in questo punto.

Quella che, ad una prima lettura, potrebbe apparire una esortazione ad essere leggeri in realtà invita ad essere e fare ben altro.
Non si tratta di fare i superficiali e gli alienati dai problemi per cui, mentre gli altri faticano e soffrono, lo scout sorride e canta. Si tratta piuttosto di vivere l'esperienza della difficoltà e della fatica in modo nuovo, come persone che sanno dare senso e speranza anche a queste esperienze buie della vita.
Saper affrontare le difficoltà senza essere dominati da esse è un modo per essere signori delle proprie vicende. L'uomo è più grande delle realtà che lo circondano ed è chiamato per vocazione a superarle, anche se ciò comporta di scegliere la strada stretta e difficile.
Saper sorridere è la sapienza di chi sa che ogni cosa è importante e che la possibilità per l'uomo di realizzarsi è al di là delle singole difficoltà. Si tratta di coltivare un valore assoluto capace di dare senso a tutto quello che ci circonda. Questo valore assoluto si chiama speranza ed è la certezza che Dio è il vincitore in ogni avvenimento della vita, perché noi crediamo nel Dio dei vivi e non dei morti. (Mc 12,27)
Sperare è dunque confidare, senza rassegnarsi mai; è rimanere perennemente creativi e ottimisti.

Il "saper sorridere" a cui la legge scout ci esorta dice che la vita ha un senso e che questo senso non è il caos, il fallimento, la difficoltà, il dolore, ma la realizzazione.
Il senso del nostro "saper cantare" nelle vicende della nostra vita non è dunque quello di persone disimpegnate, ma di donne e uomini educati all'impegno vero, decisi a rifiutare ogni chiusura che limita l'orizzonte umano.

Siamo chiamati a testimoniare che la vita è bella anche nei momenti difficili, duri e dolorosi, se si è capaci di personalizzarla e di trovare quel tanto di bello e di buono che ciascuno si porta dentro.
L'imprevisto, l'insuccesso, la sofferenza possono far nascere altre possibilità e sono occasioni che aiutano a scoprire la propria personalità, così da realizzarla nonostante gli ostacoli.

Lo scoutismo invita a vivere a pieno la propria vita: la difficoltà non spegne il sorriso (si ridimensiona) ma non impedisce di cantare (come espressione più esplicita del saper stare insieme, simbolo della gioia profonda), anzi aiuta a provare il gusto di vincersi e di non lasciarsi fermare.

Abbiamo freschissimo il ricordo di Pietro durante le numerose esperienze vissute insieme negli anni dello scoutismo. Il suo volere fare festa anche nelle situazioni più improbabili e particolari ci accompagna e sostiene.

Proprio per tutto questo, l'inevitabile intrecciarsi dei fatti accaduti e degli eventi in programma per il compleanno del nostro gruppo, per il prossimo fine settimana, ci ha interrogati. La Comunità Capi, all'esito di una riflessione guidata da ciò che abbiamo provato a riassumere qui, crede che il miglior modo di testimoniare il nostro essere Scout, inserito nelle vicende della vita, sia quello di vivere questa esperienza cercando di realizzare quella comunità che, unita, si fa forza e "sorride e canta anche nelle difficoltà".

Lo scout è la persona della speranza e questa speranza fa cantare lo scout anche nel pianto.

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