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Il Bosco Magico PDF Stampa E-mail
Scritto da Gaia   
martedì 22 marzo 2011
Tanto tempo fa, in Irlanda, c’era un bosco molto grande, ricco di vegetazione e di animai, con una caratteristica particolare: era magico.
Questo bosco non era sempre stato magico, ma lo divenne in una notte di luna piena quando un mago urlò: “Bosco mi hai tradito, e con lo scherzo sarai punito, chiunque passerà scherzo subirà”.
Il mago Vic non era sempre stato cattivo con la natura, ma lo era diventato a causa della sua distrazione.
Infatti camminando nei boschi, nei sentierini … inciampava sempre: una volta in una radice, un’altra volta in una buca fatta dalla talpa, un’altra volta nella buca fatta dalla volpe … così un giorno decise che si sarebbe vendicato.
Gli abitanti del villaggio non potevano attraversare il bosco perché appena si avvicinavano subivano così tanti scherzi che diventava impossibile attraversarlo.
Ad esempio il panettiere per prendere le fragole per fare le torte cercò di entrare nel bosco, ma subito cadde in una voragine, che per magia si era creata sotto i suoi piedi.
Anche il pittore cercando di raggiungere il campo fiorito al centro del bosco nel quale poter trovare nuovi colori, fu vittima di uno scherzo: un albero si piegò e lui picchiò la testa.
Gli abitanti del villaggio rinunciarono ad avvicinarsi al bosco; solo una famiglia sembrava immune agli scherzi, era la famiglia di Luigi.
Luigi, il boscaiolo, viveva nel bosco burlone e aveva una figlia di nome Piuma.
Il papà le aveva costruito una casa sull’albero perché voleva che imparasse ad amare e conoscere la natura, così che fosse immune dagli scherzi.
Piuma crescendo imparò ad amare la natura e a essere ricambiata.
Un giorno la natura, tramite gli animali, la portò nel posto in cui cresceva la mela della verità.
Chi possedeva questa mela poteva controllare il bene e il male.
Piuma, raccolta la mela, la nascose nella sua casetta, perché aveva capito il suo potere.
Il mago Vic era venuto a sapere che Piuma aveva trovato la mela e la rapì cercando, senza successo, di farsi dire dove fosse la mela.
Giunta la notte le amiche di Piuma, le nuvole, oscurarono la luna così che l’amica poté scappare.
Piuma si vendicò, ma usando amore.
Ordinò, usando la mela, che il soffio del vento ogni mattina donasse al mago il profumo della primavera, che ogni giorno gli uccellini volassero sul mago facendo cadere sulla sua testa i fiori più belli del prato, che alla sera le volpi e i cervi portassero al mago la frutta e la verdura di cui il mago era goloso, e la notte ordinò a tutte le cicale di suonare una ninna nanna.
Il mago Vic non riuscì a resistere a così tanto amore e ringraziando Piuma diventò bravo e annullò il sortilegio sul bosco e vissero felici e contenti.

(racconto originale di Gaia scritto per conseguire una preda per la promessa)

 
Ultimo aggiornamento ( lunedì 11 aprile 2011 )
 
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