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| Branco "Il Gabbiano" Le Promesse e l'Intera del 6 Aprile |
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| Scritto da Akela IG | |||||||||||||||||||
| mercoledì 09 aprile 2008 | |||||||||||||||||||
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Branco “Il Gabbiano” Le Promesse e…l’Intera del 6 Aprile
Camminando sulla rupe e…verso il faro!
Sabato 29 oratorio San Giuseppe apparentemente un’attività ordinaria (ma quale attività del gruppo lo è?) però nell’aria c’è qualcosa di strano… un misto di attesa, timore ed euforia: oggi verrà vissuto un momento molto importante... Ogni cucciolo caccia delle prede per raggiungere l’ambito traguardo della ”Promessa”. Sono obiettivi tra i più disparati: alcuni pratici e immediati altri che necessitano di più tempo e riflessione, ma tutti sono personali e impegnano in prima persona i protagonisti. Micol lancia un gioco da lei inventato: un misto tra “Torello” e “Malocchio”… ( e infatti viene soprannominato “Torocchio”) ma con molte più regole. Ci vuole un po’ ad ingranare e afferrare bene il complesso meccanismo di gioco ma poi si rivela più che divertente. Domenica 6 Aprile stazione di Monza Il branco “Il Gabbiano” è pronto a partire per una nuova ed entusiasmante caccia. Il tragitto in treno dura poco più di una mezz’ora durante la quale la maggior parte dei lupi si lancia nell’esplorazione delle carrozze. Orde di lupetti si dirigono dalla coda del treno al locomotore e viceversa ... e ben presto ci si accorge che un treno è parecchio lungo! Un pizzico di paura tra i Vecchi Lupi al momento di scendere, che si rivela subito infondata: tutti presenti! In tana Dopo Torocchio ci si raduna in tana. Anche i lupetti più anziani cacciano delle prede, certo avendo la pelliccia con qualche riflesso grigio si tratta di prede più impegnative ma sempre personali e alcune di spiccato carattere pratico. Sara ci mostra una sua abilità: la capacità di suonare il clarinetto. E dopo averci spiegato quali parti compongono lo strumento e come si montano eccolo in funzione: Sara esegue una serie di brani che mostrano tutta la sua abilità al branco. Como (prima ho dimenticato di dirvi che la stazione alla quale siamo scesi è proprio quella di Como). Lasciando la stazione troviamo subito un parco con una lunga scalinata (sulla quale scatta una foto di gruppo) e poi ecco una strana scultura che non manca di incuriosire i lupi. In prossimità del lungolago avvistiamo cigni, germani e volatili non meglio identificati, poi raggiungiamo la chiesa di Sant’Agostino dove celebriamo la messa. Dopo ci apprestiamo a prendere un altro mezzo di locomozione: la funicolare! In poco più di 7 minuti raggiungiamo quota 715 m: eccoci a Brunate, un paesino che viene anche chiamato il "balcone delle Prealpi" per la sua splendida posizione panoramica che permette di dominare la città di Como, il lago, la pianura e, sullo sfondo, gran parte dell’arco Alpino con nettamente visibili il Monviso e il Monte Rosa. In Villa Fiorita Dopo il momento di Sara è tempo di spostarsi al parco cittadino. Troviamo alcuni genitori che ci aspettano trepidanti, radunatisi per la grande cerimonia della “Promessa”. Per vedere accorrere i lupi cantando e indossando l’uniforme perfetta bisogna fare più di una volta la "chiamata” ma alla fine eccoci pronti a vivere insieme questo importante momento. Prima però i Vecchi Lupi chiamano a sé Samuel, Sara e Giacomo. Non sono cuccioli, e sono ormai parecchi anni che cacciano in branco, ma anche per loro è tempo di vedersi riconoscere la strada percorsa: finalmente hanno raggiunto il “Lupo della Rupe”. Molte prede sono state cacciate ed è il momento di “puntare in alto” verso l’ultima tappa del cammino con il branco Brunate Nonostante la bellezza del luogo non ci fermiamo. Ci incamminiamo lungo un sentiero che si rivela ben presto parecchio ripido e forse anche più lungo del previsto. La natura mostra la sua bellezza con boschi di faggi e castagni. Bisogna fare alcune soste per compattare il gruppo e soprattutto… prendere fiato! Alcuni lupi si rivelano gran camminatori…altri faticano un pochino ma dopo una mezz’oretta terminiamo il tragitto. Il cammino è stato lungo, il sentiero un po’ tortuoso ma eccoci giunti alla meta. Località S. Maurizio: Cima delle Tre Croci dove si erge la Torre ottagonale del Faro Voltiano. Una domanda che salta presto fuori è… “Ma perché c’è un faro in cima ad una montagna?”. E’ presto detto: nel 1929 venne costruito questo faro alto ben 29 metri in onore di Alessandro Volta perché si potesse ammirare dal lago e dalle montagne circostanti. “La Promessa” I capi sestiglia accompagnano uno ad uno i cuccioli dai Vecchi Lupi: prima Micol poi Chiara, Paolo e infine Lorenzo, la “legge” è chiara il “motto” anche: è tempo di pronunciare la “Promessa”. "Prometto con l'aiuto e l'esempio di Gesù di fare del mio meglio per migliorare me stesso, per aiutare gli altri, per osservare la legge del branco". L’emozione è tanta e per alcuni le parole appena si sentono. Ma uno dopo l’altro tutti entrano a far parte del grande movimento dello scoutismo. Hati consegna ad ognuno il fazzolettone con i colori di Brugherio: “…conservatelo con cura perché vi accompagnerà durante tutta la vostra vita nel gruppo…”. Al faro Scaliamo i 143 gradini e alcuni lupetti ci confermano che sono proprio 143!! Siamo in cima, il tempo è bello, la vista eccezionale; purtroppo un po’ di foschia confonde i particolare più lontani. Si ammirano montagne e vallate, la pianura e sull’altra sponda del lago ecco alcune ville con… piscina! La meraviglia per la bellezza del luogo è tanta ma, purtroppo, per alcuni l’entusiasmo è smorzato da vertigini che si manifestano “improvvisamente” e costringono a scendere prima del previsto. Tempo di alcune foto e di ammirare ancora il panorama cercando di apprezzare anche i particolari meno nitidi ed è ora di scendere. Ultimi i Vecchi Lupi che, raggiungendo il terrazzo del faro posto a circa metà altezza, notano delle indicazioni lasciate da qualcuno forte in geografia ma con una scarsa conoscenza della grammatica italiana. Il “Lupo della legge” la cerimonia continua... Tra i tanti distintivi consegnati nelle mani dei nuovi lupetti ne spicca uno che raffigura la sagoma di un lupo alla base di una rupe con la testa che guarda la cima. E’ il “Lupo della legge”. Tante sono le cose che i cuccioli hanno scoperto in questi mesi: la legge, il motto, le regole e alcune delle usanzee tradizioni del branco, ma molto c’è ancora da imparare; e come il lupo guarda in alto così i nuovi lupi sono pronti per vivere la gioia dello stare insieme, cacciare le prede e dare del proprio meglio per se e per gli altri. Il parco di Brunate Dopo la discesa dal faro la giornata continua con alcuni giochi insieme, il tanto richiesto e agognato pranzo (“Quando verrà domani cacceremo per il domani” ribadiscono i Vecchi Lupi incalzati da richieste di pranzare che si fanno sempre più assillanti). Poi un po’ di tempo libero permette ai lupetti di esplorare il parco “Marenghi” e scatenarsi nei giochi lì presenti: la girandola stravince alla grande su tutti gli altri giochi anche se la costruzione del rifugio tra le fronde degli alberi riscuote sempre grande successo. E’ tempo di incamminarsi per fare ritorno a casa e, seppure non manchi qualche difficoltà con una funicolare che parte prima del previsto e una camminata fino alla stazione che rischia di essere troppo lunga, tutto avviene nel migliore dei modi e alle diciassette in punto giungiamo alla stazione di Monza. Festeggiamo! Terminata la cerimonia della promessa con il “Grande Urlo” lanciatoci proprio dai "neo-Lupi della Rupe" Samuel, Sara e Giacomo, lasciamo pochi secondi di fuga prima di acchiappare gli ormai ex-cuccioli per far loro provare l’emozione del volo con i tradizionali “salti”. Segue un festeggiamento a base di torte e dolci con il branco “Roccia dellaPace” che poco distante terminava anch’esso di accogliere due nuovi lupetti.
Due giornate distinte, entrambe intense e ricche di significato; due esperienze differenti con una meta raggiunta e un percorso appena cominciato. Un augurio di vivere pienamente e con gioia ed entusiasmo le prossime attività. Buona caccia!
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| Ultimo aggiornamento ( sabato 21 giugno 2008 ) | |||||||||||||||||||
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