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| Scritto da Proposta Educativa 05/2008 | |
| lunedì 29 dicembre 2008 | |
Molti sono gli interrogativi e le titubanze quando, prima velatamente e poi sempre più con casuale insistenza, ti chiedono di provare un’esperienza di capo scout, visto che hai il figlio in E/G e sei stato scout una volta.Un’esperienza che lascia il segno dentro, ma a 46 anni di età, dopo circa 25 anni di “black out scautistico”, cosa mi convince ad accettare? È solo un po’ di nostalgia del passato?
Forse in parte questo influisce, ma non basta a convincere. Poi ne parli con la moglie, che conosce gli scout solo perché l’anno precedente aveva fatto la cambusiera al campo L/C, dove la figlia faceva l’ultimo anno da cocci. Mi sembra convinta, mi contagia; forse lo scautismo è una malattia latente? Siamo veramente consapevoli dell’impegno che dovremo affrontare?
Iniziamo in branca E/G, un capo con nomina, uno con formazione CFM, 33 ragazzi/e e ben 3 genitori-capi (noi compresi).
Riunioni al sabato, uscite, campo invernale, varie solenni cerimonie, promesse, consigli della Legge, riunioni di staff, mesi di preparazione e finalmente il campo estivo, che da solo è almeno il 50% di tutte le attività dell’anno. Qui è un po’ difficile, la pionieristica, i nodi, le sopraelevate, tanto tempo da gestire con i ragazzi. Che dire? Faticoso.
È passato un anno, le domande iniziali restano ma non abbiamo fretta di avere risposte, quasi paura che ci dicano che siamo troppo “anta”; restano anche le preoccupazioni e le perplessità per il futuro perché la Branca avrà circa 40 ragazzi, ma anche la certezza di uno staff ben preparato e generoso.
Abbiamo anche la speranza (da non confondere con l’ottimismo) che la Branca R/S ben presto sfornerà ottimi rover e scolte disponibili al servizio.
Dopo tanti anni per me è stata una grande emozione reindossare l’uniforme, solo qualche anno fa avrei pensato ad una utopia, ad un sogno ma come dice B.-P. …se non sognassimo mai, e non ci sporgessimo mai a tentare di afferrare la sostanza dei nostri sogni, non faremmo mai alcun progresso.
A tutti i capi-genitori: continuiamo con l’esempio a dimostrare che siamo una parte importante dell’Agesci e a non spaventarci di fronte al “fantasma” dell’impegno perché in quel fantasma riconosceremo la persona di Gesù che ci dice: “Coraggio, sono Io non abbiate paura!”.
Un fraterno saluto.
Danilo ed Elisa
Genitori in servizio
Sovizzo 1
Proposta Educativa 05/2008 (scarica l'articolo) |
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| Ultimo aggiornamento ( lunedì 02 febbraio 2009 ) |
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