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RS e Genitori - Solidarietà e sobrietà. In famiglia si può!
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| RS e Genitori - Solidarietà e sobrietà. In famiglia si può! |
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| Scritto da Panda Erudito | |
| domenica 13 febbraio 2011 | |
Ci sono momenti nella vita scout in cui viene predicato il valore dell'essenzialità.Essenzialità, una parola che quando sei ragazzo fatichi a capire, perché vivi in un'epoca di consumismo in cui sei costantemente bombardato da slogan, immagini e pubblicità che servono a mantenere vivo il mercato. E poi ci sono gli amici, le scarpe all'ultimo “grido”, la felpina di “tendenza”, l’ "iPod", la “Playstation”, l' "iPhone" ecc. Eh già, davvero è difficile comprenderne il significato… Crescendo, poi, si capisce che questa parolina non è più quel “rimprovero” che i capi all'epoca facevano, ma se si pensa bene, un consiglio per adottare uno stile di vita “alternativo”, e che fa capire che pensando “fuori dal coro” tutto sommato può essere un modo differente di vivere. Purtroppo stiamo vivendo in un periodo in cui vi è il perdurare della crisi economica, e questa situazione ha fatto sì che per molte famiglie l’essenzialità non sia stata solamente una scelta, ma un modo per poter sopravvivere. E' difficile capire quello che sia giusto e quello che non lo sia, ognuno di noi ha la coscienza per poterlo stabilire. Molte Diocesi per far fronte a questa emergenza sociale, hanno costituito dei Fondi Famiglia-Lavoro per sostenere le famiglie in difficoltà per la perdita del lavoro. Questi fondi derivano in parte dalle offerte raccolte nelle varie parrocchie.
Adottare uno stile più sobrio potrebbe essere una soluzione. Tempo fa è apparso un articolo su una rivista che si occupa di problemi sociali, e raccontava la storia di un ragazzo che quando era piccolo il padre radunò tutta la famiglia per chiedere un consulto sulla nuova macchina da acquistare. Il padre disse più o meno così: «Potremmo comprare questa auto confortevole, molto spaziosa e comoda per tutta la famiglia, oppure potremmo comprare quest’altra, che è un po’ meno confortevole, ma è pur sempre sufficiente per rispondere alle esigenze della nostra famiglia e che costa meno. La differenza del costo però potremmo darla in beneficenza e aiutare altri che non hanno la possibilità di avere neppure un’auto scassata di terza mano». Coinvolgere i piccoli in gesti di sobrietà rendendoli attivi nelle scelte che la famiglia compie, appare il modo più semplice, ma al tempo stesso più efficace per educare nella vita ordinaria. Gli esempi si potrebbero moltiplicare, ma è utile segnalare anche l’educazione al consumo critico, al commercio equo e solidale e ad altre forme utili per non rimanere prigionieri di una logica consumistica e individualistica. Riporto qui di seguito i più importanti: Il Consumo Critico è un modo di fare la spesa non più “telecomandati” dalle pubblicità, ma usando la propria testa. Si tratta di scegliere quei prodotti che appartengono ad imprese che hanno comportamenti giusti nei confronti dei lavoratori, dell’ambiente e della società. Non si tratta solamente di “boicottare” certi tipi di prodotti, ma di trovare altri prodotti che non appartengono solamente a grossi gruppi alimentari. E poi, non è mica vero che le sottomarche sono solamente copie di altri prodotti più “prestigiosi”... Il Commercio Equo e Solidale è una relazione paritaria tra tutti i soggetti coinvolti nella catena di commercializzazione, dai produttori ai consumatori. Migliorare le condizioni di vita di chi produce, promuovere opportunità di sviluppo dei produttori meno avantaggiati, organizzare rapporti commerciali e di lavoro senza fini di lucro e rispettosi per la dignità umana, promuovere un uso equo e sostenibile delle risorse ambientali, questi sono gli scopi di questo commercio. I Gruppi di Acquisto Solidale (G.A.S.) sono gruppi formati da un insieme di persone (moltissime sono famiglie!) che decidono di acquistare all’ingrosso prodotti alimentari da ridistribuire tra loro. I gruppi cercano prodotti provenienti da piccoli produttori locali per avere la possibilità di conoscerli direttamente e per ridurre anche l’inquinamento e lo spreco di energie derivanti dall’imballaggio dei materiali.
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| Ultimo aggiornamento ( domenica 20 marzo 2011 ) |
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